IL TRIPLETE È SERVITO: L'ULTIMO CAPOLAVORO POLITICO DI MICHELE LABALESTRA

Chissà cosa gli frullerà per la testa, quando alzando lo sguardo dalla scrivania del suo ufficio di via Tateo, da oggi si troverà a rileggere quei vecchi articoli di giornale, incorniciati a muro come cimeli, contenenti i suoi risultati elettorali dal guinnes, ottenuti ai tempi delle elezioni comunali del 2008 e del 2013.

Michele Labalestra ha da poco compiuto il suo ennesimo capolavoro politico, conquistando la meritata statuetta di miglior attore non protagonista del film dell'ultima tornata elettorale di Palagianello.

Ha lavorato dietro le quinte, ha sudato, incassato e subìto in silenzio. Si è addirittura improvvisato cameriere, leggendo in pubblica piazza l'intero menù (dall'aperitivo alla torta) degli obiettivi raggiunti dalla sua squadra in 10 anni di lavoro. Da cameriere, poi, si è trasformato in chef stellato, cucinando a puntino gli avversari politici della lista "Palagianello per la Libertà"; infine, è tornato a vestire i panni del cameriere, per presentare il conto a chi prima lavorava con lui gomito a gomito.

Un conto inaspettato e salatissimo. Si, ma per entrambe le parti direbbe qualcuno. Già, perchè alzando lo sguardo da quella scrivania piena di dati, proiezioni, risultati e percentuali, oggi Labalestra potrebbe accorgersi di quanto sia stato dilapidato un patrimonio di migliaia e migliaia di voti di centrodestra. Del resto, l'amaro divorzio con i vertici di "Palagianello RicominciAmo" e gli stracci che sono volati sul palco di piazza Giovanni Paolo II durante la campagna elettorale, hanno fatto si che la forbice di voti con la concorrenza si sia assottigliata terribilmente.

Ma il fine, specialmente in politica, giustifica i mezzi: "Palagianello per la Libertà" con Maria Rosaria Borracci, parliamo dello zoccolo dura di via D'Azeglio (non una coincidenza, la stessa strada che conduce a Palazzo di Città), ha dimostrato di essere vivo e pimpante, contribuendo all'elezione del primo sindaco donna della storia di Palagianello. 

La spaccatura nel cuore della destra locale però è un dato dal quale sicuramente tutte le forze politiche ripartiranno. Forse ripartirà da lì anche Michele Labalestra, ex sindaco tra la gente, a sua detta ancora in politica.

Probabilmente adesso si godrà un brevissimo periodo di meritato riposo. Forse, in seguito, punterà alle Regionali del 2020, tutte ipotesi ma nessuna certezza. Anzi, ripensandoci una ce n'è di sicuro: da oggi, quando alzerà lo sguardo dalla scrivania del suo storico ufficio di via Tateo e si troverà a fissare quel famoso muro, avrà un nuovo quadro nel quale, narciso, potersi specchiare. Quello contenente gli articoli dell'ultima vittoria elettorale: una vittoria tirata, sofferta e all'ultimo voto. Una vittoria che ha reso di lui l'uomo del "Triplete di Palagianello".

Dario Benedetto

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