LA RISPOSTA DI MARTELLOTTA: «IO LAVORO, GLI ALTRI PARLANO "POLITICHESE" DAI PALCHI»

Gianni Di Pippa attacca, Enza Martellotta si difende.

È lo scambio dialettico più interessante che si sia registrato a Castellaneta nell’ultimo anno, alla luce anche del noioso menage dei consigli comunali. L’assessore all’Urbanistica, insomma, è finito nel mirino del consigliere Pd, che dal palco di piazza Umberto I, domenica scorsa, ne ha richiesto addirittura le dimissioni perché troppo... assente. Accuse pesanti e ulteriormente appesantite dalla contestazione dello stipendio incassato dal giovane architetto, meglio destinato secondo Di Pippa per borse di studio.

Inevitabile, quindi, coinvolgere nel dibattito la diretta interessata.

- Architetto Martellotta, Di Pippa l’accusa sostanzialmente di “inesistenza”: non ci sarebbe un atto firmato da lei come assessore. Corrisponde a realtà?

«Gli atti sono firmati dai dirigenti, gli assessori svolgono attività amministrativa che si realizza tramite le delibere di giunta. Dall’inizio del mio mandato, la giunta in 12 mesi ha prodotto circa 180 delibere: solo in alcune occasioni, che si contano sulle dita di una mano, ero fuori città, su tutte le altre è ben visibile la mia firma».

- Tra tutti questi provvedimenti che sostiene di aver seguito, qual è quello che ritiene più importante?

«Ritengo che non ci sia un lavoro più importante di un altro: l’acqua del mare è formata da tante piccole gocce, nessuna è più importante di un'altra. Ogni lavoro e ogni progetto sono funzionali agli obiettivi che l’amministrazione porta avanti. Per citarne alcuni credo sia doveroso partire dal lavoro fatto con i nostri tecnici e dirigenti, insieme a quelli di Laterza e Palagianello, per la redazione della Sisus, bando sulla rigenerazione urbana di cui il nostro comune è capofila. È stato un lavoro lungo e molto importante perché non si parla solo di riqualificazione architettonica, ma soprattutto di rigenerazione sociale: una parte degli ambienti, infatti, sarà affidata alle associazioni, che faranno rivivere i luoghi come centri di aggregazione.

Insieme all'area tecnica del comune stiamo riprogettando non solo il residence San Giovanni, ma anche alcune piazze del centro storico, per riqualificarle dopo aver subito nel tempo un notevole degrado architettonico e antropico. Dopo avere raggiunto un ottimo risultato in graduatoria, abbiamo prima sviluppato due concept progettuali e dopo aver scelto la strada da seguire anche in collaborazione con la Sovrintendenza, stiamo approntando una serie di rilievi plano-volumetrici che ci consentiranno di produrre un progetto di tipo definitivo e di acquisire tutti i pareri del caso. Durante questo anno c’è stato un lavoro a 4 mani con la Sovrintendenza per il “Piano del colore” al quale hanno lavorato egregiamente dei colleghi di Castellaneta.

L’ente ha richiesto delle integrazioni dopo una serie di sopralluoghi e incontri informali. Il piano è giunto a termine e oggi è in mano della Sovrintendenza e siamo in attesa del rilascio del parere. Stiamo lavorando ad un progetto ambizioso che riguarda il recupero delle fovee e degli ipogei del centro storico, soprattutto quelli adiacenti al Palazzo Catalano, sede per altro della mia tesi di laurea del 2010. Per ultimo cito il lavoro sul nuovo regolamento dei dehors redatto anche ascoltando in più riprese le esigenze dei cittadini e dei tecnici, che andrà in consiglio Comunale la prossima settimana, con l’obiettivo di migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini e ai turisti, per rivitalizzare la città».

- Il basso profilo che ha scelto come amministratore pubblico è frutto di attitudine personale o sta aspettando l’occasione giusta per... “piazzare il colpo”?

«Non essendo un politico, ma un tecnico, non ho nessuna intenzione di “piazzare colpi” ma di lavorare quotidianamente agli obiettivi che mi sono posta. Sono una persona estremamente seria e professionale e piuttosto che parlare “politichese” sui palchi preferisco lavorare negli uffici, quello è un linguaggio che non mi appartiene. Il ruolo di assessore all’Urbanistica, cosi come il mio lavoro di architetto, è fatto di programmazione, progettazione e soprattutto di una serie di iter burocratici e amministrativi molto lunghi e macchinosi.

È necessario instaurare con i tecnici degli enti dei rapporti professionali seri e duraturi, ascoltare con molta attenzione le loro prescrizioni, aprire tavoli tematici, fare dei sopralluoghi e mettere in atto tutta una serie di modifiche al lavoro già fatto qualora lo ritengano necessario al fine di acquisire i pareri necessari.

Questo, per ovvie ragioni, porta a un investimento di tempo molto lungo ed è un lavoro che non è tangibile né visibile, che produce una serie di piani ed un parco progetti di cui il comune di Castellaneta si doterà per i prossimi anni e di cui usufruiranno le generazioni future».

- Di Pippa afferma che il suo stipendio da assessore sarebbe meglio usarlo per finanziare borse di studio: le piace l’idea...?

«L’idea delle borse di studio è fantastica, tanto che è stato previsto nel programma del mio sindaco. Per il resto, io non sono un politico di professione e non sono un dirigente di partito, né lo voglio diventare in futuro. Io sono un architetto e vivo della mia professione, che non vorrei mai qualcuno infangasse in modo subdolo, gratuito e senza cognizione di causa, in nessuna maniera. Quando ho deciso di dedicarmi anche a questo ruolo amministrativo ho dovuto ridurre gran parte del mio lavoro, per cui ritengo giusto che mi venga riconosciuta un’indennità anche in virtù di tutte le funzioni che ho svolto, svolgo e svolgerò e per le responsabilità che mi assumo per il comune di Castellaneta».

Redazione ViviCastellaneta

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